San Lorenzo - Comune di Rovetta

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SAN LORENZO DI ROVETTA...alcuni cenni storici

S.Lorenzo viene festeggiato il 10 Agosto, è venerato come il protettore dei bibliotecari e dei cuochi, il suo nome significa nato tra i lauri. Visse nel secondo secolo d.C. e morì sotto il regno di Valeriano. Subì il martirio come quasi tutti i santi raffigurati nei dipinti degli altari laterali. Era parente di Papa Sisto secondo originario della Spagna, ma morì a Roma che gli ha dedicato più di 30 chiese onorandolo maggiormente dei suoi patroni S.Pietro e Paolo, era anche parente di S.Vincenzo martire pure originario della Spagna dove vi morì. Aiutò durante la sua vita il Papa che lo creò arcidiacono, che volle seguire quando fu imprigionato e a sua volta martirizzato ma questi glielo impedì affidandogli l'incarico di occuparsi dell'assistenza ai poveri. In questo periodo l'imperatore Valeriano gli impose di consegnarli il tesoro della chiesa, e S.Lorenzo le esaudì subito portandogli in gran numerosi suoi assistiti, questi sentendosi deriso lo condannò ad essere arso vivo. Anche in questa occasione Lorenzo mostrò la sua prontezza di spirito, infatti durante il suo martirio sulla graticola chiese ai suoi aguzzini di rivoltarlo perché da una parte era cotto, e che potevano assaggiarlo per sapere se era più buono crudo o arrostito. Tutto questo accadeva il 10 Agosto 258 d.C. la tradizione vuole che le stelle cadenti della sera di questo giorno siano chiamate "Lacrime di S.Lorenzo" quasi che il cielo voglia ancora piangere la morte di questo santo. Nel nostro quadro appena restaurato S.Lorenzo è dipinto rivestito da diacono appoggiato ad una graticola, la sua faccia rivolta verso chi lo osserva ha un'espressine arguta.
S.Narno è il primo vescovo di Bergamo, la tradizione vuole che sia nato a Rovetta, vissuto sotto l'imperatore Costantino. Organizzò i cristiani bergamaschi, fece costruire la basilica sul luogo di sepoltura di S.Alessandro a lui dedicata. Compì anche un pellegrinaggio in Spagna per visitare la tomba di S.Giacomo a Compostela. In seguito affidò la diocesi al suo successore Viatore. Quando morì il suo corpo venne sepolto nella Basilica di S.Alessandro, la sua effige è conservata sotto l'atrio della Curia Vescovile di Bergamo in Città Alta.
Siamo all'inizio del 1400, sono in corso le battaglie tra i Guelfi e i Ghibellini, ovvero tra il Papa e l'Imperatore, quindi tra il Vescovo e i Nobili.
Di fronte a noi c'e' il castello dei Suardi di Bergamo, famiglia di nobili. Alle nostre spalle prati e dossi e alcuni paeselli, quasi tutti di Guelfi.
Ora numerose fazione di Guelfi stanno arrivando, ancora una volta, tornano all'attacco, sono in molti e arrivano da tutt'intorno.
Fragore, polvere, spari, urla, soldati che muoiono, altri feriti, un'altra aspra battaglia, ma qusta volta è davvero la fine: il castello è completamente distrutto.
Ora è silenzio. Solo lo strepitio di un fuoco che piano si spegne e lascia nell'aria un velo di fumo. Il velo lento si dissolve ed ecco apparire la chiesetta, quella che era dentro il castello, la chiesetta dedicata a San Lorenzo. (il nome del paese!).
Nella distruzione, la chiesetta del castello fu risparmiata.
Così il castello o più precisamente le rovine e tutto il territorio di sua pertinenza, 13.308 pertiche bergamasche, fu alienato e posto in vendita. Venne suddiviso in 90 parti e ad ognuna assegnato il valore di lire 100 imperiali. Gli acquirenti mantennero unito il territorio e costituirono una società, che poneva all'incanto, cioè in affitto, di anno in anno, al miglior offerente i vari appezzamenti di terreno o di pascolo. La società si diede un proprio statuto, con un ristretto comitato di gestione, un caneparo (tesoriere) e un camparo (guardia campestre) che ogni anno riuniva l' assemblea dei soci, dove si ripartivano gli utili. A questa società fu dato il nome di Compagnia dei Capi 90.

Quando nel 1636 Rovetta si smembrò da Clusone , facendo Comune a se, 75 parti o Capi su 90 del territorio della Compagnia furono assegnati a Rovetta. Nel frattempo, nelle vicinanze della chiesa dell'antico castello, dedicata a S.Lorenzo, erano sorte delle abitazioni, così come sui vari terreni di proprietà della Compagnia, eran sorte piccole costruzioni,fienili, ricoveri per attrezzi, ecc. che in seguito divennero case abitate.
Così si formò questa Frazione, inizialmente composta da case sparse, ora integrata da graziose villette.
Per la vicinanza a Songavazzo e anche perchè la parrocchia di Songavazzo possedeva un Capo nella Compagnia, la chiesa del castello passò di lus patronato al parroco di Songavazzo che ufficiò non senza contestazioni da parte della parrocchia di Rovetta che possedeva 4 Capi fino all' 8agosto 1863 quando il vescovo Pier Luigi Speranza la smembrò da Songavazzo e la decretò parrocchia a se', ponendo fine alle contestazioni.
Maturò subito I' idea di costruire una nuova chiesa iniziata però solo nel1898 edificata sulle rovine del castello e consacrata il 1O ottobre 1900. Si tratta di un bella costruzione in stile Neorinascimentale su progetto delll arch. Virginio Muzio.
Possiede diverse opere dl arte già appartenute alla vecchia chiesa. Segnaliamo la tela di S.Lorenzo con i santi Rocco e Sebastianol antichi protettori della Compagnia dei Capi 90 che è di Domenico Carpinoni di Clusone (m. 1658). Le tre tele del coro dedicate a S.Lorenzo e alla prigionia e martirio dei santi Fermo e Rustico dipinte nel 1796 dal clusonese Lattanzio Querena autore anche della pala della Madonna del Rosario. La pala di S.Antonio è invece di Enrico Benzoni (1888) autore anche delle 14 stazioni della Via Crucis.
Negli anni 1907-8 i fratelli romani Alfredo e Saturno Tosti furono incaricati della decorazione generalel eseguendo anche affreschi e tempere. Nel 1970 Antonio Pasinetti rinnovò semplificandole in parte le decorazioni e intonò la tinteggiatura su valori più caldi e luminosi. La statua della Madonna La Marel è di A.Ghislandi che recuperò parti della precedente scolpita un secolo prima dal rovettese Giacomo Angelini detto Cristina. Moderno ma prezioso è Il altar maggiore eseguito nel 1945 con la collaborazione dello sbalzatore Attilio Nani di Clusone.11 campanile che incorpora Il antico è del 1913 su progetto di Luigi Angelini.
(Cenni storici di Camillo Pezzoli)

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