Bibliografia - Comune di Rovetta

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Breve Bibliografia per chi volesse documentarsi ulteriormente su Rovetta e i Fantoni.

  • I.Cantù: Storia di Bergamo e delle sua provincia , Editore Sardini, 1974 ristampa Bornato(Bs)
  • G.Marinoni da Ponte: Dizionario odeporico ossia storico-politico-naturale, della provincia di Bergamo; ed. Mazzoleni, Bergamo 1819.
  • M.Luppo CODEX DIPLOMATICUS CIVITATIS BERGOMENSIS, ed. Antoine, 1874.
  • C.Casteli: I Guelfi e i Ghibellini in Bergamo, a cura del canonico Finazzi, Bergamo 1870.
  • B.Belotti: Storia di Bergamo e dei Bergamaschi, ed.Bolis, Bergamo 1959.
  • A.Pinetti: Inventario degli oggetti d'arte in Italia (Bergamo), Roma, libreria dello Stato 1931.
  • A.Tiraboschi: Vocabolario dei dialetti bergamaschi antichi e moderni, fratelli Bolis 1867.
  • L.Volpi: Usi e costumi e tradizioni Bergamasche, Edizioni il Conventino Bergamo 1978.
  • L.Marinoni: Rovetta, appunti storici, Bergamo, Tipografia S.Alessandro, 1876.
  • P.A.Brasi: Memoria storica intorno alla valle Seriana Superiore; Rovetta, Fantoni 1823.
  • L.Angelini: Arte Minore Bergamasca; istituto Italiano Arti Grafiche Bergamo, 1956.
  • L.Pagnoni: le chiese parrocchiali della Diocesi di Bergamo; il Conventino, La Domenica del Popolo, Bergamo 1974.
  • Ravaneli Giavazzi, Pirola: La Bergamasca in montagna, Arte e grafica 1979.
  • Fantoni: Quattro secoli di Bottega di scultura in Europa, a cura di Rossana Boscaglia: Saggi e schede di Gabriella Ferri Piccaluga e Marco Lorandi. Vicenza
  • 1978.
  • F.M.Tassi: Le Vite de'pittori scultori e architetti bergamaschi; Bergamo 1793.
  • L'Olmo: Memorie storiche di Clusone e dell'alta valle Seriana superiore; Bergamo 1906.
  • F.Fogaccia: Clusone nei nomi delle sue vie; Giudici, Clusone 1905.
  • G.Rota: Andrea Fantoni nei documenti d'archivio e nella storia dell'Arte. tipografia Buona Stampa, Bergamo 1934.
  • M.Baronchelli: Memorie storiche riguardanti questa chiesa e parrocchia di Tutti I Santi in Rovetta. Rovetta 24 Dicembre 1863.
  • Bollettini Parrocchiali di S.Lorenzo e Rovetta. Autori Vari.

Nel 1409 Rovetta diventa una parrocchia autonoma, per un decreto del vescovo mons. Francesco Aregazzi, datato 2 Aprile 1409. La chiesa viene consacrata invece nel 1444, dal vescovo mons. Ploidoro Foscari. Quella di S.Lorenzo rimane invece unita a Songavazzo da cui si stacca solo nel 1863. Vengono distaccati come comune nel 1647 da Lcusone con un atto datato 13 Ottobre, da un documento risulta che in quel periodo erano abitati complessibibliografiavamente da 652 anime, le strade per recarvisi erano tre: una era la strada che passava per Sovere, ed è l'attuale strada della val Cavallina; una invece era quella che passava per il Pizzo Formico ed andava in Val Gandino, questa strada era importante in quanto in autunno i pastori che erano numerosi in questa zona la percorrevano per vendere la lana ai fiorenti lanifici di Gandino e Leffe. La terza via invece passava per Gorno ed arrivava a Vertova, comunque avevano anche una mulattiera che passava per Ponte Nossa e costeggiava il fiume Serio, ma non era frequentata in quanto vi erano frequenti furti, che attualmente viene ricalcata dalla attuale strada provinciale. Dal 1529 al 1530 Rovetta e S.Lorenzo vengono flagellate dalla peste, nella zona vennero costruiti i lazzaretti (ospedali per malattie infettive contagiose), uno a Salecchia e uno nel Lò. Un notaio, Giacomo Cacciamali, scrisse vari testamenti e morì di peste anche lui. I morti di questa epidemia erano seppelliti dove sorge l'attuale cimitero di Rovetta, che era chiamato Croce, perché in mezzo ad esso vi era un grande Crocifisso in quanto era costituito da una grande fossa coperta da sassi. Questo cimitero è stato terminato nel 1812. Nel 1734, ci fù una grande siccità e presso la casa dei signori Fantoni, venne trovata una sorgente d'acqua che dissetò non solamente gli abitanti di Rovetta ma anche quelli di Fino. La storia di queste due località e degli altri paesi vicini segue le stesse vicende storiche di Bergamo. Nel 1423 venne messo in vendita e venne comperato dauna compagnia o società formata da famiglie facoltose di Clusone, Rovetta, Fino; Onore e Cerete. Questa compagnia comperò anche tutto il territorio circostante ed il suo monte, quello che in pratica è oggi il territorio di S.Lorenzo.  Importante è il nome di questa compagnia, che giunse a chiamarsi Capi Novanta; i documenti dell'attività di questa associazione li troviamo negli archivi delle chiese parrocchiali di questi comuni: Rovetta, Clusone, Onore, Songavazzo, Fino, Cerete. Essa proseguirà le sue attività (che consistevano nell'allevamento del bestiame, nello sfruttamento dei terreni agricoli e in alcune attività artigianali come il taglio e la lavorazione del legno) fino al '700 dopodiché si scioglierà. L'ultimo verbale conservato e del 22 Settembre 1717 redatto da Jacobus Mandelli notaio e riguarda una contestazione di alcuni diritti della corporazione che per le vicende dei tempi cessava le sue funzioni.
Le rovine di questo castello sono situate attualmente dove sorge la chiesa parrochieale di S.Lorenzo, da antichi documenti risulta che aveva la forma di ferro di cavallo, era circondato a Sud da mura poco alte che ci sono ancora in parte e a Nord-Ovest da un fossato. Si possono ancora vedere i resti di questa fortificazione, che era ben protetta da tre lati dalla parete rocciosa che in quel punto scende quasi a picco sul fiume e sulla fronte era difeso da un fossato, che se le circostanze lo richiedevano, veniva colmato d'acqua. Un ponte levatoio permetteva l'entrata e l'uscita delle persone e delle merci, ed in caso di pioggia isolava il castello dagli assalti nemici. A detta di qualche anziano del luogo esisterebbero ancora nelle vicinanze alcuni tratti delle gallerie sotterranee che servivano agli abitanti del castello per comunicare con l'esterno e con eventuali soccorritori in caso di assedio. Dai primi atti della compagnia dei Capi Novanta (primi del '400) risulta che il territorio attorno ad esso era incolto e senza case, c'erano alcune piccole stalle e la montagna era ricoperta di boschi e prati, per cui ne consegue che i primi abitanti furono allevatori di bestiame.

 

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